Le origini della cassata siciliana

Cassata Siciliana

Chi dice Sicilia dice (tra le altre cose) cassata, il dolce a base di ricotta, pan di Spagna e pasta di mandorle dalle origini antiche, antichissime. Controverso l’origine del nome che deriverebbe da una parola araba che significa bacinella o dal latino caseum, formaggio. E considerata la forma tipica, entrambe le etimologie avrebbero il loro perché! Certamente gli echi arabi sono più affascinanti: la tradizione vuole infatti che un pastore, in una notte solitaria, avesse aggiunto dello zucchero alla ricotta di pecora dando vita a un dolce, la quas’at, che prese il nome dal contenitore nel quale fu prodotto.

Oggi esistono almeno mezza dozzina di versioni: la cassata palermitana, la nissena, la messinese e così via, ognuna delle quali arricchita da nuovi ingredienti ( come i pistacchi o i pinoli) e decorata secondo un gusto più o meno baroccheggiante.

Furono gli arabi a introdurre in terra di Trinacria la canna di zucchero,la mandorla e l’arancia amara, tutti ingredienti che unendosi in un felice matrimonio con la ricotta che nell’isola veniva prodotta già ai tempi di Polifemo diede vita a un dolce di pasta frolla e di ricotta zuccherata. E’ nel periodo normanno che le suore del convento della Martorana di Palermo inventano la pasta reale, un impasto a base di farina di mandorle e zucchero che pian piano sostituisce la pasta frolla dando vita alla cassata a freddo, quella che oggi nell’ immaginario collettivo è la cassata siciliana. L’ausilio delle erbe per ottenere il tipico colore verde e il gioco, per il momento, è fatto! Solo nel Seicento infatti furono aggiunti i canditi e successivamente la colata a base di glassa di zucchero.

Fu in quel momento che la cassata divenne irresistibile! E non siamo noi a dirlo, ma un antico documento che testimonia di un sinodo svoltosi nel XVI secolo nel corso del quale si affermò che la cassata è “irrinunciabile durante le festività”. La festività in questione era Pasqua. Oggi la cassata (per fortuna!) si mangia lungo tutto l’arco dell’anno e la si trova in bella mostra nella vetrina delle migliori pasticcerie di tutta l’isola come sinonimo indiscutibile di sicilianità.

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